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venerdì 31 ottobre 2014

Buon Halloween! Il ritorno.

Giusto in tema con questa festività, ho "riesumato" un mio post del 2011. Dedicato a chi festeggia Halloween.

Quest'anno per Halloween ho pensato di postare qualcosa di diverso, che non le solite, per quanto interessanti, nozioni sull'origine e la leggenda di Jack o' Lantern, ecc., e cioè una breve analisi delle creature del terrore che durante la festa di Halloween escono dagli armadi e agitano le catene per boo!!!
Da Wikipedia (santa) riprendo l'utilissimo elenco di creature horror fantasy (e in alcuni casi anche non) che dominano gran parte della cultura di tutto il mondo:
  • il fantasma, strumento attraverso cui vengono alimentate la paura per l'oltretomba, il dolore per la perdita dei propri cari, il desiderio di ritrovarli e di entrare in contatto con loro, sia pure in un contesto assolutamente impalpabile e dalle conseguenze non prevedibili. [...] 

  • il vampiro, che incarna la figura del "predatore", di chi esercita sulle proprie vittime una forma di predominio violento, che sottopone a schiavitù morale e fisica il debole e il pavido, ma che è anche un simbolo perverso dell'aggressività sessuale e della seduzione più morbosa. 
(spendo due parole per lui. Il vampiro è l'unica creatura fantasy basata su una persona reale - come le streghe ma le streghe ERANO persone reali demonizzate dall'ottusità e dal bigottismo malato dell'epoca - La storia di Dracula la conoscono tutti, penso. Si tratta del noto Vlad Tepes, o Vlad III voivoda (principe) di Valacchia. Un "essere umano" ben più mostruoso del mostro leggendario a cui ha dato vita. Le creature di cui sarebbe capostipite, i vampiri, nel corso del tempo hanno perso sempre di più il carattere malvagio assumendo un fascino e un carisma fortissimi, che conferiscono loro un tratto aristocratico ed accattivante, che seduce e fa innamorare perdutamente.)

    • il demone, che anche in questo caso simboleggia una forma di predominio aggressivo, ingiusto, vorace e distruttivo, spesso perpretrato a danno di persone deboli ed innocenti (molte volte si tratta di donne, o di bambini e comunque di persone molto giovani, e pertanto più vulnerabili). Presente in tutte le principali tradizioni religiose, tanto pagane quanto monoteiste, il demone letterario trova un importante antesignano nel Lucifero dell'opera teatrale La tragica storia del Dottor Faust di Christopher Marlowe (e nelle numerose varianti del tema della tentazione demoniaca che sono state prodotte nei secoli a seguire). A questo archetipo si rifanno anche le vicende relative ai fenomeni di possessione diabolica,
    • lo stregone e lo scienziato pazzo. Pur essendo raramente causa principale ed immediata di orrore, l'archetipo dello stregone o dello scienziato è l'artefice delle situazioni paurose in cui si sviluppano molte trame dei romanzi di questo genere. Esso simboleggia la tracotanza della conoscenza, il fallimento del presunto dominio del sapere e delle arti. L'associazione tra stregone e paura alimenta la diffidenza dell'uomo comune per chi è ritenuto detentore di segreti ineffabili ed inarrivabili. Discendente diretto delle temute streghe che venivano arse sui roghi dalla Santa Inquisizione medievale per annullare gli effetti dei loro malefici.....
  • il licantropo o lupo mannaro, simbolo sia di instabilità psicologica (non a caso soggetto, come molti malati di mente, all'influsso delle fasi lunari), sia dell'incontrollabile dominio delle pulsioni e degli istinti ferini, mai del tutto sopiti nell'uomo, che in molti casi prendono quindi il sopravvento sulla mente razionale. È figura leggendaria presente, come il vampiro, in tutte le culture umane, anche le più primitive........ 

  • il mostro o creatura informe, dalla morfologia animalesca oppure "mutaforma", può essere il prodotto di esperimenti scientifici, della ribellione della natura o di influssi extraterrestri, oppure è l'abitatore di recessi ancora non conosciuti del mondo reale. In questa tipologia di archetipo ricorrente dell'horror, il cui capostipite sono senza dubbio il Golem della tradizione ebraica mitteleuropea ed il "mostro" di Frankenstein di Mary Shelley possono rientrare anche la mummia, lo yeti, il mostro della palude, l'animale preistorico, l'alieno, e così via. Una variante moderna di questo archetipo è:
    • lo zombie, ovvero il morto vivente; anche questo personaggio si ricollega alla leggenda del vampiro, ma in epoca più recente lo zombie ha assunto un'identità propria ed è diventato più specificamente un corpo umano privo di mente, mosso da incontenibili istinti cannibaleschi, capace di suscitare particolari reazioni di ripulsa proprio perché, come simulacro vivente di un uomo privo dell'anima e della ragione, esso rappresenta una morbosa e grottesca dissacrazione del culto per i defunti, presente in modo trasversale in tutte le tradizioni e religioni umane. Proprio per questo è ricorrente nelle storie che riguardano gli zombie l'attacco da parte di persone care, tornate alla vita in questa versione inebetita e dissennata, parodia grottesca dell'essere vivente. .........

    Da notare che queste credenze riguardano tutti i continenti: l'Europa con vampiri e licantropi, gli USA del sud con zombie e demoni, l'Asia con demoni e spiriti, l'Africa con stregoni e demoni collegati con il vudù, senza contare i fantasmi che si trovano dovunque. E' questa la cosa che più mi colpisce, cioè la grande similitudine tra civiltà geograficamente molto distanti tra loro. Esempio, i demoni (Asia-Africa, ma anche Europa e America, o culture più "ristrette" tipo gli Indiani d'America, per i quali però il culto religioso è estremamente legato alla natura come per gli indigeni africani e loro sciamani).  Da cosa può derivare questa similitudine? Si può pensare che ci siano stati anticamente contatti e quindi assimilazione reciproca, (cosa che, seppure è avvenuta, necessiterebbe però di lunghi periodi di tempo per assestarsi, mentre la presenza di queste creature malefiche su iscrizioni e murali pare spesso risultare contemporanea tra una civiltà e l'altra). Oppure, forse più plausibile come spiegazione, che l'umanità è sempre la stessa, nel senso che, al di là delle differenze che ci possono essere proprio a causa della distanza geografica, tipo abitudini, usanze, il concetto di "male" è innato nella natura umana, come gli dei e la religione.
    Per ricollegarci ad Halloween, le festività come questa vogliono rappresentare il "male" in maniera grottesca e scherzosa, allo scopo di alleggerirlo e quindi esorcizzarlo ed allontanarlo. 
    E allora .....
     
    ....accendiamo le zucche per scacciare i mostri. E dolcetto o scherzetto a tutti!!

sabato 31 marzo 2012

Pasqua sta arrivando




CURIOSITA': la Pasqua cade la prima domenica dopo il plenilunio successivo al 21 marzo


Nonostante sia un periodo che a me personalmente mette tristezza, è comunque il momento spiritualmente parlando più significativo per la dottrina cattolico-cristiana. Se mi collego ai ricordi passati, alle varie PasquE trascorse da mia nonna, alla processione cupa che sfilava sotto i balconi con le statue e le immagini di dolore, e la musica funerea di sottofondo, necessariamente provo il senso di tristezza. Con il tempo ho però capito che non è alla morte che bisogna pensare, contrariamente a quanto, data l'atmosfera, mi veniva in mente da piccola, ma all'importante evento della resurrezione. 
Per cui è una ricorrenza molto importante, e come tutte le ricorrenze, ha le sue precise tradizioni, che si esprimono in buona parte nel ritrovarsi insieme in famiglia attorno alla tavola imbandita. Visto che domani è la domenica delle palme, do il via all'elenco di piatti tipici regionali pasquali, postandone 4 per volta, fino al giovedì santo. Man mano li aggiungerò qui nello stesso post, in modo da avere alla fine tutta l'Italia in tavola. 
Iniziamo.


Ricette regionali di Pasqua.


venerdì 23 dicembre 2011

Natale sta arrivando

BUONASERAAA
Zitti che quasi ci siamo. Per oggi lascio la parola ad una leggenda o favola relativa al Natale. E ho scelto questa, una magica storia nata attorno ad uno dei  simboli  per eccellenza della festa più magica che ci sia. In realtà il simbolo che più la rappresenta è il presepe, in onore e ricordo della natività. Ma l'albero è in qualche modo il contributo alla natura e della natura al festeggiamento della vita.

La leggenda dell'Abete di Natale
abete di NataleIn un remoto villaggio di campagna, la Vigilia di Natale, un ragazzino si recò nel bosco alla ricerca di un ceppo si quercia da bruciare nel camino, come voleva la tradizione, nella notte Santa. Si attardò più del previsto e, sopraggiunta l'oscurità, non seppe ritrovare la strada per tornare a casa. Per giunta incominciò a cadere una fitta nevicata.

Il ragazzo si sentì assalire dall'angoscia e pensò a come, nei mesi precedenti, aveva atteso quel Natale, che forse non avrebbe potuto festeggiare.

Nel bosco, ormai spoglio di foglie, vide un albero ancora verdeggiante e si riparò dalla neve sotto di esso: era un abete. Sopraggiunta una grande stanchezza, il piccolo si addormentò raggomitolandosi ai piedi del tronco e l'albero, intenerito, abbassò i suoi rami fino a far loro toccare il suolo in modo da formare come una capanna che proteggesse dalla neve e dal freddo il bambino.

La mattina si svegliò, sentì in lontananza le voci degli abitanti del villaggio che si erano messi alla sua ricerca e, uscito dal suo ricovero, poté con grande gioia riabbracciare i suoi compaesani.Solo allora tutti si accorsero del meraviglioso spettacolo che si presentava davanti ai loro occhi: la neve caduta nella notte, posandosi sui rami frondosi, che la piana aveva piegato fino a terra. Aveva formato dei festoni, delle decorazioni e dei cristalli che, alla luce del sole che stava sorgendo, sembravano luci sfavillanti, di uno splendore incomparabile.

In ricordo di quel fatto, l'abete venne adottato a simbolo del Natale e da allora in tutte le case viene addobbato ed illuminato, quasi per riprodurre lo spettacolo che gli abitanti del piccolo villaggio videro in quel lontano giorno.
Da quello stesso giorno gli abeti nelle foreste.

giovedì 1 dicembre 2011

Diario di "bRoDo" - inizia l'Avvento


BUONGIORNO!!
 

Come di consueto, inizio il periodo natalizio dal 1 dicembre, postando una ricetta regionale al giorno, per tutte e 20 le regioni italiane. Vado in ordine alfabetico, quindi parto dalla mia regione


ALMANACCO
La data storica 
1887: nasce il poeta francese Baudelaire.
I Santi di oggi:  Cecilia 
Il proverbio di Oggi:  Una rondine non fa primavera
NON RIESCO PROPRIO A SOPPORTARE
chi non si fa scrupoli a rovinare la vita agli altri. Fermo restando che è assolutamente OVVIO che della sua può farne il benemerito tubo che vuole, non ha nessuno diritto di trascinarci dentro quella di altri. Questo egoismo esasperato ed esasperante, di chi tra l'altro dà continuamente degli egoisti agli altri, senza mai guardare se stesso. Anche il rifiuto di vedere le cose come stanno è una forma di egoismo. Pensare di star bene in prima persona è sì importante, ma da qui a fregarsene se questo in qualche modo danneggia un altro, NO. Ma insomma, cosa ci vuole a riconoscerlo? Cosa si aspetta a fare un esame personale per almeno tentare di capire i motivi per cui non si sta bene, e una volta capito, trovare la soluzione? Come si fa a vivere sentendo il malessere dentro e rifiutandosi categoricamente di volerlo affrontare? Come si fa a non voler capire come si sta, a non volerlo proprio vedere, andando avanti giorno per giorno accontentandosi del fatto che magari domani ti svegli allegro? Ma i problemi di ieri restano. Ed è tuo dovere affrontarli e risolverli. Se non per te, almeno per chi ti è vicino, eccheccaspita. Ma basta. Niente, sono stanca di tutto questo. Sono stanca di vederlo, sono stanca di prendermela in questo modo e sono stanca anche di preoccuparmi di fronte a chi vive solo per se stesso. Per me la vita non è così, non può essere così. Voglio guardare le cose come le ho sempre guardate e viverle come le ho sempre vissute. E per il resto farò come mia mamma, che, quando mio fratello le disse "ma ti rendi conto che non ti ascolta nessuno?" lei rispose "non me ne importa niente, io intanto parlo, prima o poi qualcuno mi sentirà". Giusto.
QUESTO 2011
porterà via con sè un po' di cose molto, e un po' di cose . Che si porti tutto via. Quelle buone no, però, quelle le porto con me nel 2012.
Oddio il 2012, aaaaaaah!!!!!    Speriamo che sia la (s)volta buona.
amorini

venerdì 11 novembre 2011

L'estate di San Martino

Oggi dò il buongiorno così.


L'estate di san Martino è il nome con cui viene indicato un eventuale periodo autunnale in cui, dopo le prime gelate, si verificano condizioni climatiche di bel tempo e relativo tepore. Nell'emisfero australe il fenomeno si osserva eventualmente in tardo aprile - inizio maggio. Mentre il nome di Estate di San Martino è condiviso con le culture iberofone, nei paesi anglosassoni, francofoni, viene chiamata Estate indiana mentre in alcune lingue slave, tra cui il russo è chiamata Bab'e Leto, estate delle nonne.
San Martino viene festeggiato l'11 novembre.
Durante l'estate di San Martino venivano rinnovati i contratti agricoli annuali; da qui deriva il detto fare San Martino, cioè traslocare.
Tradizionalmente durante questi giorni si aprono le botti per il primo assaggio del vino nuovo, che solitamente viene abbinato alle prime castagne. Questa tradizione è celebrata anche in una famosa poesia di Giosuè Carducci intitolata appunto San Martino. (Wikipedia)

Qui oggi non fa caldo, ma nemmeno freddo, e da un paio di giorni è così. E ho giusto trovato questo detto che ci prende in pieno:
L’estate di san Martino dura due giorni e un pochino”.

STAMATTINA MI SONO DOCUMENTATA
su quel discorso delle foto ai defunti. Interessante è interessante, ma poi ho deciso di non postarlo, perchè francamente mi sembra un argomento troppo macabro, anche se il significato e lo scopo sono positivi.
In compenso, ho cercato anche qualcosa sulla diceria che le foto rubano l'anima. Pare che questa credenza ci sia, ma nel senso che la foto cattura i nostri pensieri, le idee, i sogni, e quindi l'anima. Il che non mi ha soddisfatto, non ci sono leggende nè aneddoti collegati all'argomento. Però ho scoperto che c'è una teoria scientifica, con vere e proprie formule che calcola l'energia sprigionata sia dalla foto che dall'anima, dimostrando così empiricamente che il fenomeno in questione. Ovviamente non lo posto, perchè chi ci capisce niente di formule, e senza spiegarle sarebbe inutile. Comunque sia mi è piaciuta come teoria.

lunedì 15 agosto 2011

Feriae Augusti

Eccoci arrivati anche a Ferragosto, un po' di interessanti informazioni anche su questa festività, esclusivamente  italiana. 

(e balliamo a ritmo di "WikiWiki") 

Il Ferragosto è una festività che cade il 15 agosto. Negli altri paesi europei la festa assume il nome di assunzione di Maria. Tradizionalmente dedicata alle gite fuori porta, è spesso caratterizzata da lauti pranzi al sacco e, data la calura stagionale, da rinfrescanti bagni in acque marine, fluviali o lacustri. Molto diffuso anche l'esodo verso le località montane o collinari, in cerca di refrigerio.
Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina feriae Augusti (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall'imperatore Ottaviano Augusto nel 18 a.C. che si aggiungeva alle esistenti e antichissime festività cadenti nello stesso mese, come i Consualia, per celebrare i raccolti e la fine dei principali lavori agricoli. L'antico Ferragosto, oltre agli evidenti fini di autopromozione politica, aveva lo scopo di collegare le principali festività agostane allo scopo di fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti.
Nel corso dei festeggiamenti, in tutto l'impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiroasini e muli, venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori. Tali antiche tradizioni rivivono oggi, pressoché immutate nella forma e nella partecipazione, durante il "Palio dell'Assunta" che si svolge a Siena il 16 agosto.
Nell'occasione, i lavoratori porgevano auguri ai padroni, ottenendo in cambio una mancia: l'usanza si radicò fortemente, tanto che in età rinascimentale fu resa obbligatoria dai decreti pontifici.
Coincide con la festa cattolica della dormizione e assunzione di Maria (madre di Gesù). Esiste un parallelo tematico tra il rapimento delle vergini sabine e quello della Vergine in cielo.
e aggiungo questa interessante notizia che proprio non sapevo.

  • Il piatto tradizionale per eccellenza del pranzo di Ferragosto è il piccione arrostito. Tale usanza, un tempo diffusa in buona parte d'Italia e che ancora sopravvive in alcune zone, pare sia nata in Toscana, in epoca carolingia.[2]
« A ferragosto si mangiano i piccioni arrosto. »

(Detto popolare)



A TUTTI

martedì 8 marzo 2011

A tutte le donne

arrabbiate, deluse, romantiche, felici, soddisfatte, realizzate, sempre scontente, cattive, tenere, mamme, non-mamme, amiche, nemiche, a tutte queste, e a tutte quelle che sono tutto questo contemporaneamente! 

PS: IL MONDO E' IMPAZZITO. Ma questa non c'entra, e non è una novità. 

martedì 1 febbraio 2011

I giorni della merla

I cosiddetti giorni della merla sono, secondo la tradizione, gli ultimi tre giorni di Gennaio (29, 30 e 31). Secondo la tradizione sarebbero i tre giorni più freddi dell'anno (anche se alcune leggende e tradizioni ne specificano come variante gli ultimi 2 giorni di gennaio e il primo di febbraio).


LA LEGGENDA
Il nome deriverebbe da una leggenda secondo la quale, per ripararsi dal gran freddo, una merla e i suoi pulcini, in origine bianchi, si rifugiarono dentro un comignolo, dal quale emersero il 1º febbraio, tutti neri a causa della fuliggine. Da quel giorno tutti i merli furono neri.


Secondo una versione più elaborata della leggenda una merla, con uno splendido candido piumaggio, era regolarmente strapazzata da Gennaio, mese freddo e ombroso, che si divertiva ad aspettare che la merla uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo. Stanca delle continue persecuzioni la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana, al riparo, per tutto il mese di gennaio, che allora aveva solo 28 giorni. L'ultimo giorno del mese, la merla pensando di aver ingannato il cattivo gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio si risentì talmente tanto che chiese in prestito tre giorni a Febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo, pioggia. La merla si rifugiò alla chetichella in un camino e lì restò al riparo per tre giorni. Quando la merla uscì, era sì salva, ma il suo bel piumaggio si era annerito a causa del fumo e così rimase per sempre con le piume nere.
Come in tutte le
leggende si nasconde un fondo di verità, anche in questa versione possiamo trovarne un po',

 (da Wiki Wiki )

Più che della merla, fin da piccola ho sentito parlare della Candelora, che tradizionalmente coincide con gli ultimi giorni di inverno pieno. Wiki Wiki informa:

Il 2 febbraio la Chiesa cattolica celebra la presentazione al Tempio di Gesù Lc 2,22-39, popolarmente chiamata festa della Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo "luce per illuminare le genti", come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi.

La festa è anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo l'usanza ebraica, una donna era considerata impura per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno della nascita di Gesù.
questo per quanto riguarda la festa "religiosa". Ma anche la Candelora, come la merla ha a che fare con l'inverno. C'è infatti una nota filastrocca popolare, originaria triestina ma fondamentalmente uguale in tutte le regioni italiane, che canta così:
Quando vien la Candelora
da l'inverno sémo fóra,
ma se piove o tira vénto,
ne l'inverno semo drénto.

giovedì 6 gennaio 2011

La befana

Mia mamma ci ha sempre tenuto, da piccoli ci riempiva - insieme a mia nonna, sua mamma - le calze di dolcetti, mandarini e un immancabile tocco di carbone dolce. Non capisco come mai la befana è personificata da una specie di strega. E quindi mi sono letta leggende e tradizioni, che ho, come sempre, trovato molto interessanti.
La Befana, corruzione lessicale di epifania attraverso bifanìa e befanìa,[1] è una figura tipica di alcune regioni, diffusasi poi in tutta Italia. Appartiene alle figure folkloristiche, dispensatrici di doni, legate alle festività natalizie.
Secondo la tradizione italiana la Befana, raffigurata come una vecchia che vola su una scopa, fa visita ai bambini il 6 gennaio, durante la notte dell'epifania, per riempire le calze lasciate da essi appositamente appese sul camino o vicino a una finestra. In molte case per attirare benevolmente, la befana, è tradizione lasciare un piattino con qualcosa con cui possa ristorarsi: generalmente si tratta di un mandarino un' acciuga o qualche cipollina sotto aceto e un bicchiere di vino rosso
L'origine di questa figura va probabilmente connessa a tradizioni agrarie pagane relative all'anno trascorso, ormai pronto per rinascere come anno nuovo. Difatti rappresenta la conclusione delle festività natalizie come interregno tra la fine dell'anno solare (solstizio invernale, Sol Invictus) e l'inizio dell'anno lunare.[4]
Anticamente la dodicesima notte dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la figura pagana di Madre Natura.I Romani credevano che in queste dodici notti, figure femminili volassero sui campi appena seminati per propiziare i raccolti futuri. A guidarle secondo alcuni era Diana, dea lunare legata alla vegetazione, secondo altri una divinità minore chiamata Satia (=sazietà) o Abundia (= abbondanza). La Chiesa condannò con estremo rigore tali credenze, definendole frutto di influenze sataniche. Queste sovrapposizioni diedero origine a molte personificazioni che sfociarono nel Medioevo nella nostra Befana, il cui aspetto, benchè benevolo, è chiaramente imparentato con la personificazione della strega.
L'aspetto da vecchia sarebbe dunque una raffigurazione dell'anno vecchio: una volta davvero concluso, lo si può bruciare così come accadeva in molti paesi europei, dove esisteva la tradizione di bruciare fantocci, con indosso abiti logori, all'inizio dell'anno (ecco forse spiegato l'aspetto di "strega")
e questo lo trovo particolarmente bello  e tenero:
Secondo una versione "cristianizzata", i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una signora anziana. Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci. Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù.
Come cibarie per rifocillarsi, a casa di mia nonna si lasciava una tazzina di caffè (che a mia mamma piace tanto) ed eventualmente un frutto o un dolcetto.
 Io! Una volta appesi i collant invece della calza, e i miei ci risero per anni! Furba.


Chiudo con la filastrocca che mi canticchia nella testa da giorni:
La Befana vien di notte

con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana
Viva, Viva La Befana!

giovedì 23 dicembre 2010

Natale regionale

E' ormai per me una "tradizione" postare le ricette tipiche regionali delle varie festività. Ripropongo il post con i link delle varie regioni. Nel caso qualcuno si trovi in cerca di idee gastronomiche.
Natale Natale Natale Natale Natale
Natale Natale Natale Natale Natale

BUON NATALE A TUTTI! 

venerdì 16 aprile 2010

MITI E LEGGENDE

Sarà un post da ampliare e perfezionare, ma intanto, vagando, ho trovato questi due bellissimi esempi di mitologia:


Il girasole

Nella mitologia greca si racconta di come una ragazza di nome Clizia si fosse innamorata del dio del sole Apollo e non facesse altro che guardare il suo carro volare del cielo. Nove giorni dopo venne però trasformata in un girasole.

http://www.viaggiareliberi.it/Ospiti/PietrodellOlio/466via_lattea.JPG
La via lattea
Zeus, invaghitosi di Alcmena, dopo avere assunto le fattezze del marito, il re di TrezeneAnfitrione, ebbe un rapporto con lei, la quale rimase incinta. Dal rapporto nacque Eracle, che Zeus decise di porre, appena nato, nel seno della sua consorte Era mentre lei era addormentata, cosicché il bambino potesse bere il suo latte divino per diventare immortale. Era si svegliò durante l'allattamento e realizzò che stava nutrendo un bambino sconosciuto: respinse allora il bambino e il latte, sprizzato dalle mammelle, schizzò via, andando a bagnare il cielo notturno; è questa l'origine, secondo gli antichi Greci, della "Via Lattea" .

Belle, vero?