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sabato 17 settembre 2011

Vero amore

Vero amore

Il mio vero amore ha il mio cuore ed io ho il suo
in giusto scambio l’uno per l’altro dato.
Io tengo caro il suo, e il mio lui non può perdere,
non ci fu mai un patto meglio riuscito.
Il mio vero amore ha il mio cuore ed io ho il suo.
Il suo cuore in me ci tiene uniti,
il mio cuore in lui guida pensieri e sensi.
Lui ama il mio cuore, che era suo una volta,
io custodisco il suo, perché in me ora ascolta.

Il suo cuore dalla mia vista restò ferito
il mio cuore restò ferito dal suo cuore ferito;
poichè mentre da me al suo la sua ferita s'illuminava
allo stesso tempo m'è parso che in me bruciava;
feriti entrambi, in questo scambio la nostra felicità nasceva.
Il mio vero amore ha il mio cuore ed io ho il suo.


Sir Philip Sidney

mercoledì 24 agosto 2011

L'AMORE E' FATTO PER MORIRE

L'amore è fatto per morire, ma non come lo intendiamo noi.
Quando per noi un amore muore diciamo che non c'è più niente da fare. Si spegne il sentimento, ciò che si sentiva, quella passione che ci sconvolgeva inizialmente.
Noi pensiamo che l'amore abbia lo stesso volto, lo stesso nome, la stessa emozione per tutta la vita.
Invece no.
L'amore per rimanere vivo deve morire, morire alla routine, alle attese già preconfezionate, ai ritardi, ai ricordi, ai "come eravamo".
Muore l'amore quando non lo lasciamo morire.
Lui è come il sole, ogni giorno tramonta, muore, ma per rinascere.
La sua nascita fa un giorno nuovo, qualcosa che non c'era ieri e che oggi si compie.
L'amore si compie!
E' come l'acqua del fiume: mai la stessa pur correndo dentro lo stesso tracciato. Se non fosse così si ridurrebbe a stagno, ad acquitrino...ed è la morte dell'amore.
Quando trattengo, soffoco, fermo tutto su quell'istante che non c'è più e non ritornerà più.
Quando lo libero e lo lascio morire, quando lo lascio andare e mi permetto di essere spiazzato dalla sua libertà di partire, ecco che mi ritorna rinnovato.
L'amore ha bisogno di uno spazio infinito che è il cuore dell'altro. Deve imparare a convivere con questo infinito scoprendo giorno per giorno cosa c'è nela stanza accanto.
Quando il mio io muore, nel tu si sprigiona la forza divina che fa andare avanti il mondo. In questa morte il mio io mi ritorna rinnovato, rinato e ridonato in modo nuovo: un io amato perché è riuscito a morire.

Oggi tanti nostri amori fiiscono perché si vuole salvare se stessi e non l'altro.

Non esiste investimento sicuro: amare significa, in ogni caso, essere vulnerabili. 
Qualunque sia la cosa che vi è cara, il vostro cuore prima o poi avrà a soffrire per causa sua, e magari anche a spezzarsi.
Se volete avere la certezza che esso rimanga intatto, non donatelo a nessuno, nemmeno a un animale.
Proteggetelo avvolgendolo con cura in passatempi e piccoli lussi; evitate ogni tipo di coinvolgimento; chiudetelo con il lucchetto nello scrigno, o nella bara, del vostro egoismo.
Ma in quello scrigno - al sicuro, nel buio, immoile, sotto vuoto - esso cambierà: non si spezzerà; diventerà infrangibile, impenetrabile, irredimibile. L'alternativa al rischio di una tragedia, è la dannazione.
L'unico posto, oltre al cielo, dove potrete stare perfettamente al sicuro da tutti i pericoli e i turbamenti dell'amore è l'inferno.

(C.S.Lewis, I quattro amori. Affetto, Amicizia, Eros, Carità)

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L'ho trovato sul forum che frequento, è di C.S. Lewis (Le cronache di Narnia), e mi è piaciuto moltissimo. Piuttosto duro in alcuni punti, anche se lo trovo più che altro ironico, o anche sarcastico.
Naturalmente ognuno interpreta a suo modo, secondo la sua sensibilità e le sue esperienze, ma niente di negativo si legge in queste parole. Rabbia sì, ma verso chi soffoca l'amore, per, appunto, egoismo. Perchè l'amore è innanzitutto aprirsi all'esterno, nel "cuore dell'altro", dimenticando se stessi (quando si ama e si è, però, riamati), uno scambio reciproco continuo, che nasce e muore continuamente, nel tuo cuore il suo e in quello dell'altro il tuo, E NON E' MAI "TROPPO". Lasciarlo andare nel senso di esprimerlo, darlo, invece di tenerselo dentro, chiuso, al buio di un "inferno", a fossilizzarsi fino ad indurirsi come pietra. E le sofferenze passate, i ricordi negativi, non giustificano assolutamente una cosa del genere, nè tanto meno, come a volte accade, danno il diritto di causare sofferenze in nuovi arrivati solo per rivalsa su chi ha causato le proprie. Far vivere l'inferno a chi non c'entra è solo un altro inferno senza fine, e niente ha a che fare con l'amore.
La frase che ho evidenziato in giallo  la condivido completamente. L'amore pensa all'altro, non a sé, si dà, non si trattiene. Ma per paura o egoismo o che altro, questo purtroppo accade molto raramente.
Ho letto comunque che C.S. Lewis ha perso la moglie per un tumore alle ossa, cosa che di sicuro gli ha causato grande sofferenza. Ma resta il fatto che deve averla amata, con tutto se stesso, e queste parole lo evidenziano ampiamente.

domenica 20 dicembre 2009


E così domani inizia il sal della saga di Twilight. Confesso di essere molto curiosa e di avere grandi aspettative, non sul libro perchè sono sicurissima che mi piacerà molto, ma sulla discussione che ne seguirà.
Volevo aspettare di vedere tutti i film e poi leggere i libri, ma ci vuole troppo tempo.
Si parla di vampiri, personaggi di fantasia da sempre molto interessanti, animaleschi e crudeli, ma con quella parte di umanità (amore) che li rende drammatici ed estremamente affascinanti. Poi ci sono gli indiani d'America, che mi sono sempre piaciuti con la loro filosofia di vita totalmente dipendente dalla natura e dai suoi ritmi; e ancora i lupi, che adoro; ma soprattutto, si parla d'amore, quindi non posso perdermelo, anche perchè dell'amore e di come è vissuto si dicono cose che ho sempre pensato nei miei sogni più belli e di cui sono totalmente convinta.
Bene, sono pronta!

2) Sta per iniziare il secondo sal, con NEW MOON!! Per l'occasione pubblico questa stupenda scena del film. Mi piace tantissimo!
3) E' iniziato Eclipse! Già le anticipazioni che ho avuto sono da *__*
4) Evvai con Breaking dawn. Speriamo che Bella si ripigli, altrimenti botte.

EGOISMO D'AMORE


"Sarebbe una sciocchezza bussare alla tua finestra, magari lanciarti sassolini sul vetro come si vede in certi vecchi film, solo per attirare la tua attenzione?
Sarebbe una sciocchezza poi invitarti ad andare lontano a vedere quanto sono belle le stelle in questo periodo dell’anno?
Sarebbe una sciocchezza mandarti un mazzo di fiori, senza biglietto, solo per vedere da lontano il rossore dell’imbarazzo dipingersi sul tuo viso?
Ho chiamato tuo padre l’altro giorno. No, lui non te l’ha detto. Mi ha confessato però, con un certo orgoglio, che ti sei fidanzata. Sono felice per te.
Hai quasi vent’anni, infondo, è giusto così, no? Come voleva tua madre, come voleva tuo padre. Come volevi tu? Sono felice per te.
Oggi qui splende il sole, sai? Scommetto che lo vedi anche tu, anche se il tuo sole sarà decisamente più opaco del mio e farà sicuramente più freddo. Ti vedo rabbrividire, salendo nell’abitacolo di quel vecchio pick up che non hai mai voluto cambiare. Tuo padre mi ha detto anche che qualche mese fa hai fatto un incidente in moto. Lo sapevo già. Sono stato io a tirarti fuori dalle macerie, mentre eri incosciente. Ora stai meglio. Sono felice per te.
Domani sarà il mio compleanno, te lo ricordi?
Una volta mi hai chiesto quale sarebbe stato il regalo che avrei voluto ricevere, più di qualunque altra cosa al mondo. Ricordi cosa ti ho risposto? Volevo te, per sempre te.
Sono passati due anni da quando me ne sono andato. Due anni da quando la mia vita è finita in un sussurro. Ricordi ancora parole che ti ho detto per ferirti? Io sì, una per una. Ogni volta che mi tornano in mente, cerco di scandirle bene, lettera per lettera, affinché il suono di ogni sillaba maledetta mi perfori la pelle del petto come un coltello e mi faccia male. Sono felice che sia così. Sono felice per te.
Non vedo i miei genitori dallo stesso giorno in cui ho abbandonato i tuoi occhi scuri. Non mi nutro da quando sono tornato e ti ho spiata mentre passeggiavi mano nella mano con lui. Mi bruciano gli occhi per tutte le volte in cui mi sono fermato a guardare il sole in faccia, come se lui potesse incendiarmi e purificarmi dal demonio che sono.
Tu conosci quel diavolo. E’ lo stesso che ti ha allontanato dalle mie mani inutili, troppo piccole forse per contenere tutta la tua fragilità.
Qualche giorno fa ho pianto. Strano, vero? Non so nemmeno come sia successo.
Ieri sono sceso dall’aereo e ho visto una famiglia. Un marito, una moglie, tre figli. Ho visto il tuo futuro, il futuro che con me non sarebbe mai esistito, ma che ora potrai avere. Mi chiedo che viso avranno i tuoi bambini. Avranno il volto pallido e perfetto come il tuo? O saranno abbronzati e spavaldi? Sono felice per te.
Ho cambiato casa. Mi sono trasferito in una fogna. Rideresti, anche nel vedere lo stato in cui mi sono ridotto, e per me sarebbe un beneficio, solo sentire il suono dolce della tua risata. Ho perso la voglia di occuparmi di me stesso, perché da due anni a questa parte, ho smesso di esistere.
Qualcuno a volte, per lo più compagni di sventura, uomini burberi dagli occhi rossi e affamati, cercano di riportarmi in superficie, cercano di farmi tornare quello che ero. La stessa vita che anche tu volevi, ma che nessuno ha mai desiderato darti. Sono felice per te.
Oggi ho deciso di salire, sai? Sì, ma lo faccio solo perché sono felice per te.
Continuo a ripeterlo e mi sento uno stupido.
Già, più lo ripeto e più cerco di convincermi che devo esserlo, per te, per non farti del male.
E’ giugno inoltrato, ma tutti mi fissano perché addosso ho un cappotto sgualcito che mi copre il viso con un cappuccio. Lo sai che non posso espormi al sole. Ho un segno nero sulla mano. Mi sono sporcato risalendo dal sottosuolo. Ha la forma di una mezzaluna e più lo guardo, più mi torna in mente la tua cicatrice. Ricordi quando ti ho salvata dal veleno famelico di una bestia?
Deglutisco. Sai che fa male non riuscire a piangere quando vorresti?
E’ quasi mezzogiorno. Ti immagino pranzare con tuo padre, accoccolata sulla sedia, con un libro davanti agli occhi, sempre quello. Mi viene da ridere. Sono felice per te.
Sono al centro esatto della piazza di Volterra, non avrei potuto scegliere giornata migliore. Il sole trafigge tutti come una spada affilata e presto anche io farò la stessa fine.
Mi sono sentito in dovere di dirti addio, mi sono sentito in dovere di farti sapere che ogni attimo che ho trascorso lontano da te, in realtà, mi avvicinava sempre di più alla tua bellissima persona.
Sei l’unica al quale mi sento in dovere di dare delle spiegazioni chiare. Non me ne sono mai andato perché non ti amavo, non so come tu abbia fatto a credere a una bestemmia simile.
Me ne sono andato per permetterti di vivere una vita normale, lontano dal desiderio di morire, lontano dalla possibilità di farlo.
Me ne sono andato perché d’ora in poi, ogni tuo respiro sarà per lui, Jacob.
Me ne sono andato perché non potevo non farlo.
Oggi, qui, in mezzo a questa piazza, piena di gente che presto assisterà al mio omicidio, non posso far altro che gridare il tuo nome, mia Bella.
Tu che per sempre sarai l’angelo delle mie tenebre. Tu che hai fatto battere il mio cuore incenerito, tu che non hai mai chiesto perché.
Oggi me ne vado per sempre dal mondo e non potrei essere più felice per te, di così.
E’ mezzogiorno.
Non ho paura, sai? Mi dispiace solo che al tuo matrimonio non potrò essere in fondo alla fila ad osservarti. Oh, sarai bellissima, Bella. Tuo padre e tua madre piangeranno commossi e tu finalmente vivrai una vita normale.
Ho mantenuto la mia promessa, non trovi? Due anni ed è esattamente come se io non fossi mai esistito. Sento le campane suonare, è ora.
Non saprai mai che fine ho fatto, Bella. Mi auguro solo che, dovunque sarai, con chi sarai, il ricordo di me non ti impedisca mai di essere felice, perché allora, anche dall’inferno, il mio cuore andrebbe in pena.
Il cappuccio scivola piano dalla mia testa.
La mia eternità sta per finire, perché se tu non la dividi con me, non ha senso vivere per sempre."

Bellissima.