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domenica 1 aprile 2012

Pesce d'aprile!

Curiosiamo come al solito tra la storia e la tradizione

Storia 
Le origini del pesce d'aprile non sono note, anche se sono state proposte diverse teorie. Si considera che sia collegato all'equinozio di primavera, che cade il 21 marzo. Prima dell'adozione del Calendario Gregoriano nel 1582, veniva osservato come Capodanno da diverse culture distanti, come l'antica Roma e l'India. Il Capodanno era in origine celebrato dal 25 marzo al 1º aprile, prima che la riforma gregoriana lo spostasse indietro al 1º gennaio. In seguito a ciò, secondo una prima versione sull'origine di questa usanza, si creò in Francia la tradizione di consegnare dei pacchi regalo vuoti in corrispondenza del 1º di aprile. Il nome che venne dato alla strana usanza fu poisson d'Avril, per l'appunto pesce d'aprile.
Ma dato che l'usanza è un po' comune a tutta l'Europa, alcuni studiosi sono andati un pochino più indietro nel tempo e hanno ipotizzato come origine del pesce d'aprile l'età classica, ed in particolare hanno intravisto sia nel mito di Proserpina che dopo essere stata rapita da Plutone, viene vanamente cercata dalla madre, ingannata da una ninfa, sia nella festa pagana di Venere Verticordia alcune possibili comunanze con l'usanza attuale.


Di scherzi è tanto che non ne faccio più Uno di quelli che ricordo con più risate risale ai tempi della scuola, quando io e la mia amica durante la ricreazione ci divertimmo ad attaccare (o a provarci almeno) dietro la schiena di quelli che incontravamo nei corridoi dei fogli di carta con su un pesce disegnato su. Alla fine della corsa uno solo tizio rimase con questo pesce appiccicato, con il quale andava tranquillamente in giro per la scuola senza accorgersene. Da quel giorno, a  quel ragazzo è rimasto "attaccato" come soprannome "il pesce". Altri scherzi, sempre dei tempi di scuola, consistevano per lo più nell'inventarci che mancava questo o quel professore, ma duravano poco. Voi cosa ricordate? 

giovedì 22 settembre 2011

Equinozio d'autunno

Definizione

La parola "equinozio" deriva dal latino"equi -noctis" e significa "notte uguale" al .
....
Il 22 settembre i raggi del sole colpiscono perpendicolarmente l’equatore illuminando tutto il globo allo stesso modo (il sole è allo zenit sull’Equatore):
è l’equinozio d’autunno, cioè il giorno in cui il dì e la notte hanno la stessa (equi) durata.


...Tutta la nostra civiltà è costruita col ferro. Da quando i nostri antenati irruppero da Nord sui loro carri di battaglia brandendo asce di ferro, la nostra civiltà ha trasformato il volto della terra battendo il ferro, forgiando l’acciaio. Si pensi agli aerei che sfrecciano in cielo, ai ponti sospesi tra le sponde, alle strade ferrate, alle grandi navi. Grazie all’elemento del ferro si afferma il dominio della tecnica. Ma ciò che sulla terra si manifesta come ferro, nell’interiorità dell’uomo si esprime come volontà. Per questo si dice: “volontà di ferro”.
Nell’aria dell’autunno, quando le piogge spazzano via la sensualità dell’estate, si compie un processo alchemico: Ferro scaccia Zolfo. La corrente di ferro, fredda e metallica, che piove dal cielo smorza la corrente sulfurea che era fuoriuscita dalle viscere della terra nei mesi caldi d’estate. Respirando la fresca aria dell’autunno l’uomo prende parte a questo processo. Bisogna percepire questa corrente alchemica e alimentarla con la volontà. La divinità solare dallo sguardo metallico, col suo gesto indicante accompagna l’uomo nel cambio di stagione.... (http://www.centrostudilaruna.it/apequinoziodautunno.html)

domenica 11 settembre 2011

Il vaso di Pandora

Poco fa mi è venuto in mente questo mito, che ho studiato ere fa, quindi non lo ricordo, quindi ho deciso di rispolverarlo, e sono andata a curiosare:

Il Vaso di Pandora

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nella mitologia greca, il vaso di Pandora è il leggendario contenitore di tutti i mali che si riversarono nel mondo dopo la sua apertura.
Secondo il racconto tramandato dal poeta Esiodo ne Le opere e i giorni, il vaso (pithos, πίθος in greco antico) era un dono fatto a Pandora da Zeus, il quale le aveva raccomandato di non aprirlo. Pandora, che aveva ricevuto dal dio Ermes il dono della curiosità, non tardò però a scoperchiarlo, liberando così tutti i mali del mondo. Sul fondo del vaso rimase soltanto la speranza (Elpis), che non fece in tempo ad allontanarsi prima che il vaso venisse chiuso di nuovo. Prima di questo momento l'umanità aveva vissuto libera da mali, fatiche o preoccupazioni di sorta, e gli uomini erano, così come gli dei, immortali. Dopo l'apertura del vaso il mondo divenne un luogo desolato ed inospitale finché Pandora lo aprì nuovamente per far uscire anche la speranza.
Con il mito del vaso di Pandora la teodicea greca assegna alla curiosità femminile la responsabilità di aver reso dolorosa la vita dell'uomo: per questo motivo il personaggio di Pandora non è dissimile da quello di Eva nel mito biblico della Genesi.
Oggi l'espressione vaso di Pandora viene usata metaforicamente per alludere all'improvvisa scoperta di un problema o una serie di problemi che per molto tempo erano rimasti nascosti e che una volta manifesti non è più possibile tornare a celare.
oddio ... il donodella curiosità io ce l'ho! Il che mi preoccupa non poco. Comunque riflettevo su due punti: intanto, che nella mitologia, cattolica o pagana che sia, ricorrono gli stessi temi, tra cui quello della sfida e la disobbedienza agli dei in merito alla conoscenza; e poi che  è sempre la donna la causa di guai. Ma com'è sto fatto. In fondo è un girare e rigirare sempre sugli stessi temi, la mela di Eva, il vaso di Pandora. Forse l'unica eccezione è Prometeo, che rubò il fuoco agli dei, e la pagò cara. Tant'è, che la curiosità, la sete di conoscenza sono un cruccio di cui il genere umano non si libererà mai. Bisogna notare però che Pandora si comporta tipicamente da donna anche dopo aver causato il danno, perchè alla fine rimedia al suo sbaglio liberando la Speranza. Poco fa, ma almeno è qualcosa.
E' bello come mito.
Per riderci su, consiglio di vedere il relativo episodio di Pollon. Fa ridere. Oltre al fatto che, chissà, magari in un lontano futuro saranno le versioni polloniane ad essere tramandate, e non la mitologia vera e propria (ma speriamo di no eh )
Ma se invece del vaso di Pandora si chiamasse il "naso" di Pandora, visto che di una ficcanaso si tratta. Anzi, di una "ficcavaso".
Vabè, non fateci caso (pure in rima).

venerdì 2 settembre 2011

Orsi "civilizzati"



L'Aquila, orso arriva in centro a Scanno: grande paura per ragazzini in piazza

ultimo aggiornamento: 31 agosto, ore 19:39
Scanno - (Adnkronos) - Un plantigrado piuttosto giovane è giunto nel cuore del paese, dove i ragazzini tra i 10 e i 14 anni stavano giocando a pallone, e si è fermato a guardare. Per lo spavento sono fuggiti tutti e in quel trambusto di grida l'animale si è allontanato facendo perdere le sue tracce


Scanno, 31 ago. - (Adnkronos) - Non c'e' che dire l'estate 2011 sara' ricordata almeno nei centri dell'area del parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise come l'estate che piu' delle altre ha fatto vivere una serie di incontri 'ravvicinati' con l'orso. Un rapporto che fino a mesi addietro veniva vissuto con spirito e fors'anche un pizzico di goliardia, tanto che in alcuni centri, come Bisegna, San Sebastiano di Bisegna ecc., e' stato assunto come simbolo della stessa localita'.
Da qualche giorno invece il rapporto con questi animali non sembra piu' essere improntato alla simpatia e alla 'bonomia' del plantigrado e' divenuto piu' difficile e addirittura di paura. Nei giorni scorsi il sindaco di Bisegna (L'Aquila) ha allertato la Prefettura e i tecnici del parco contro gli accresciuti pericoli per la popolazione da parte di questi animali.
L'ultima presenza dell'animale e' stata annunciata oggi a Scanno dove l'orso, piuttosto giovane, e' arrivato fino all'interno del centro storico dove in una piazzetta alcuni ragazzi di eta' compresa tra i 10 e i 14 anni stavano giocando a pallone. L'orso e' uscito da dietro alcune vetture parcheggiate e si e' fermato a guardare. Ma lo spavento dei ragazzini e' stato tale che sono fuggiti fino alla piazza centrale del paese. E dopo tutto quel trambusto di rumori e grida, l'animale si e' allontanato tranquillamente facendo perdere le sue tracce. 
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E affiorano i ricordi. Questa notizia mi è saltata all'occhio innanzitutto per le località indicate - e che ho evidenziato. Trattasi dei luoghi (piccoli e bellini) in cui ho trascorso molte estati della mia adolescenza, tra i 13 e i 20 anni. Proprio a S. Sebastiano mia mamma aveva una casetta di famiglia (del nonno di mio nonno), casetta antisismica, visto che il paese andò distrutto durante il terremoto di Avezzano (devo avere delle foto da qualche parte). Mia nonna voleva disfarsene, ma mio padre si innamorò del posto e convinse mia mamma a rimetterlo su. Ora però appartiene a mio zio materno, se l'è ricomprata anni fa, mia mamma ci ha rinunciato-troppi ricordi brutti per lei. Io invece ne ho un ricordo bellissimo, persino dei suoni, delle voci in giardino nei tardi pomeriggi, e dell'odore del fumo dei camini per i viottoli interni. Ma tornando all'orso, mia zia, moglie del suddetto attuale proprietario della casetta, ha avuto una disavventura proprio questa estate, fuori dalla casa mentre annaffiava le piante.... si è trovata davanti l'orso! Terrorizzata, è fuggita in casa di corsa, mentre l'orso ha preso ad inseguirla. Dice che è stato orribile. Ma la gente del posto non ha fatto una piega. Pare che l'orso si aggiri per il paese tranquillamente. L'unica raccomandazione che fanno è quella di chiudere i cancelli la sera, perchè, pare, l'orso ha imparato ad aprirli!
PS: che poi dicono che, se incontri un orso (lo dicevano anche all'epoca in cui andavo là), non devi scappare, ma restare immobile e...fingerti morto. Fingerti?? Se io vedessi l'orso come è accaduto a mia zia, morirei per davvero. Di paura. Almeno credo.
Qualche foto presa dal web
la chiesetta del Calvario (così lo chiamavano), una stradina sterrata che partiva da poco sopra casa mia. Da ragazzini ci spingevamo sempre fin là, con molto timore, perchè si raccontavano aneddoti e leggende spaventose. Tipico dei ragazzi.
e questo è il paese. Casa (ex) mia è sulla sinistra, più o meno all'ingresso del paese, ma verso su. Vedo se ho qualche foto di quelle nostre.

martedì 14 giugno 2011

Cavoli e cicogne

Il bello di Internet sta proprio nel fatto che soddisfa ogni curiosità. Avendo ultimamente letto e sentito diversi annunci di future nascite, m'è venuto in mente il discorso di cavoli e cicogne. Ma i bambini li porta la cicogna? Col cavolo! (tanto per parafrasare una bella battuta che ho letto sfogliando google). Ormai come nascono i bambini lo sanno pure le cicogne ed i cavoli. Ma è interessante ed importante tramandare le tradizioni, senza ovviamente perdere l'occasione di soddisfare la curiosità di informarsi da quali fatti reali queste prendono vita.
Favole e leggende non sono mai "cavolate".

La cicogna
Questa leggenda sembra avere diverse versioni ma tutte più o meno simili tra loro. Quasi sicuramente prende spunto ed avvio dal fatto che le cicogne nidificano in alto, e prediligono i punti più caldi. In antichità, il riscaldamento veniva acceso raramente, per motivi di risparmio, e una di queste rare volte corrispondeva alla nascita di un bambino. In questi casi quindi le stufe ardevano e i comignoli emettevano calore, attirando le cicogne. Così, la "coincidenza" di avvistarle sui tetti proprio in occasione delle nascite favorì la diffusione di questa diceria (o meglio favola) che sono le cicogne a portare i bambini.

I cavoli

(bimbi incavolati-- uauauauaa)
Questa leggenda sembra provenire dall'Europa centrale, ed avere origini contadine. Il cavolo veniva considerato un alimento pregiato (tra l'altro molto diffuso in quelle zone dai tempi dei tempi, e ancora oggi) grazie alle sue notevoli proprietà nutritive, che sopperivano al fabbisogno familiare nei tempi più difficili. Tanto che pare ci fosse la tendenza  a programmare le nascite in coincidenza con i raccolti, in modo da assicurare un adeguato sostentamento alla famiglia accresciuta.
Un'altra versione dice che la leggenda deriva dalla conformazione del cavolo stesso, dal modo in cui cresce e viene raccolto. Sembra che le raccoglitrici erano chiamate "levatrici" in quanto tagliavano il "cordone ombelicale" del cavolo con la terra, compiendo un gesto simile appunto a quello di una levatrice durante il parto. Da qui il fantasioso collegamento "bimbi e cavoli"

mercoledì 27 aprile 2011

L'Aquila












Le foto del centro, la parte, o meglio una delle parti più colpite. Da notare come sono state "artisticamente" imbracate porte e finestre  Le case sventrate o letteralmente diroccate non sono molte, erano per lo più vecchi ruderi, ma di contro ci sono parecchie case "recenti" notevolmente danneggiate. In periferia ci sono diversi edifici nuovi, mentre nella zona centrale, la più antica, è ancora tutto in questo stato. La questione però è difficile. Questa via porta alla piazza con le due chiese. Che si dovrebbe farne, buttare giù tutti gli edifici? E costruirne nuovi? Non sarebbe la stessa cosa. O lasciare una enorme piazza vuota? Anche perchè gli edifici danneggiati sono praticamente tutti, e non penso sia facile distinguere quali salvare e quali no, o si buttano giù tutti o nessuno, fare una cernita tra i più e i meno danneggiati richiede di sicuro molto tempo, per constatare la restistenza alle intemperie, se le fondamenta che sono rimaste reggono, se le travi che sono rimaste reggono. Non è semplice. Fatto sta che, come si vede dalle foto, la città è disastrata (da specificare che non abbiamo visitato un'altra zona, non lontano da qui, che era messa ancora peggio, come ci ha detto Annalisa), ci sono ancora le tende della protezione civile in giro, nonchè varie camionette militari appostate nei punti più critici (tra cui questa via). Sembra davvero una zona di guerra. E credo che ce ne vorrà di tempo prima che le cose si sistemino del tutto.
Un grazie a Paolo, che ha fatto un vero e proprio servizio fotografico!
PS: e il cappottino viola sono io.

martedì 29 marzo 2011

Sonnambulismo

Visto il problema di mio nipote, mi sono "wikipediata" sull'argomento.

Il sonnambulismo è un disturbo del sonno caratterizzato da attività motorie automatiche che, solitamente, sono semplici e fatte quotidianamente.
La fascia di età compresa tra 5 e 12 anni è quella maggiormente colpita (quasi un bambino su tre) e l'incidenza tende a scomparire dopo l'adolescenza. Nel caso il disturbo insorga in un adulto gli specialisti associano il sonnambulismo ad aspetti neurotici, psicotici o nevrotici (isterismo).
Il sonnambulismo avviene nella fase tre, o quattro, del sonno non Rem e quindi i casi di sonnambulismo si verificano nelle prime due, tre ore del sonno. La durata dei movimenti, raramente supera i cinque minuti.
I sonnambuli possono arrivare a uscire dal letto mentre stanno ancora dormendo, e camminare, uscire di casa, mantenendosi in stato di incoscienza, però nonostante le convinzioni popolari, la maggior parte dei sonnambuli non cammina, ma si limita a sedersi sul letto ed esegue gesti ripetitivi come l'atto di lavarsi e vestirsi.
Sulle cause le opinioni sono discordanti, anche se tecnicamente vi è una ipereccitabilità della corteccia cerebrale che da un lato impedisce il sonno profondo e dall'altro mantiene attivi i meccanismi di veglia e di sonno. Studi più recenti hanno individuato la causa del sonnambulismo in una alterazione genetica del cromosoma 20. Il gene responsabile, tuttavia, non è stato ancora identificato. Nei bambini invece, le spiegazioni sembrano di natura psicologica e appaiono legate al tentativo di elaborare le tensioni tipiche della loro età.
Non essendo una malattia, ma solo un disturbo, può essere curata con farmaci specifici e grazie a qualche seduta psicologica è possibile risalire alle possibili cause.
È opinione comune, invece, che non esista alcun trattamento efficace. Inoltre si pensa che svegliare i sonnambuli sia assai pericoloso: in realtà il vero pericolo non è tanto nell'interruzione improvvisa del sonno quanto nello shock che può provocare il disorientamento.

Beh, non sembra grave, fortunatamente. Luciano è un bimbo molto attivo da sveglio, lo sarà anche nel sonno. Comunque scherzi a parte, penso sia bene in questi casi delimitare le zone di casa durante la notte, per evitare casini. Anche se è sorprendente come un sonnambulo riesca a fare davvero acrobazie senza nemmeno un graffio, quando magari da sveglio si fa male anche solo mettendo una gamba nel modo sbagliato. Questo conferma ciò che penso sul veglia e sonno, cioè che la mente sveglia è condizionata da tante cose che nel sonno non ci sono, e che, paradossalmente, le impediscono di "vedere", di andare all'essenza. Insomma, stranamente, la mente da sveglia è meno sveglia di quando dorme, quando dorme vede la realtà più di quando è sveglia. Almeno, così sembra se si pensa ai sonnambuli. 

domenica 2 gennaio 2011

Sagittarius

L'immagine è collegata alla figura di Chirone, il mitico centauro che viene ucciso da Ercole. Secondo gli studiosi, i miti collegati con il segno sono più d'uno. Il messaggio ad ogni modo che viene espresso da questo segno è: non importa essere felici, importa conoscere (il fuoco della conoscenza).  
"E' un segno che spesso sfugge all'interpretazione superficiale, infatti lo si può analizzare a fondo solo considerando le influenze di tutti i valori del suo tema di nascita" [...]
"Ripone troppa fiducia nel suo prossimo e questo è alla base di tante delusioni e di scelte sbagliate" [...]
"Detestano l'ipocrisia, sono sinceri anche se la loro sincerità può volgere a loro danno" [...]
"Nei legami affettivi i nativi amano profondamente la loro indipendenza, tuttavia nei legami e nel matrimonio, desiderano essere al centro dell'attenzione e pretendono amore incondizionato" [...]
"Sono sinceri e pretendono sincerità e rispetto. Il loro bisogno di libertà è sempre in primo piano, tuttavia le loro scelte di vita non ne risentono. L'innata dignità e l'orgoglio prevalgono sempre sull'impulsività e i colpi di testa" [...]
 "Il loro senso di amicizia non conosce invidia, falsità e ipocrisia. I loro interessi culturali sono molteplici. Ma questo punto può rivelare una certa dispersività."[...]
"A differenza di altri segni di fuoco, la sua interiorità è profonda e la sensualità sottile."[...]
"La donna sagittario odia la brutalità, la violenza e le condizioni di ristrettezza. In amore è tenera ma anche capace di forti passioni, pur mantenendo sempre quel suo insolito lato capriccioso."[...]
 "Giocano spesso con la vita stessa, con gli altri, ma lo fanno con l'egoismo di un fanciullo che si sente in diritto di pretendere perchè sa dare molto" [...]

venerdì 22 ottobre 2010

Parlando di grammatica

Mi sono svegliata pensando al plurale di provincia. Ieri scrivendo un post sul blog, m'è uscito di getto "province". Poi leggendo su internet - dove comunque si trovano entrambi - ho notato "provincie", e mi sono corretta, ma il dubbio mi è rimasto, e ho iniziato a chiedermi quale sia la regola giusta (a proposito di grammatica). Non me la ricordo . Vediamo. Spolverando gli studi fatti, dovrebbe essere che, quando c'è una consonante prima di C o G  (inc) la i non si mette, quando invece c'è una vocale (camicie) sì, si forma il dittongo. Se questa è la regola, il plurale di provincia dovrebbe essere "province". E in effetti, se pensiamo altri esempi, ci siamo: mancia - mance, pancia - pance, lancia - lance; mentre:  "valigia - valigie", "camicia - camicie", e ancora "igiene", "sufficiente", "socievole". Quindi la regola è trovata: quando precede una consonante, la "i" ci vuole, quando c'è una vocale, no. Risolto.
Però ecco che ti spunta l'eccezione. Ci sono casi in cui a precedere c'è una consonante, come la S, e cambia tutto: "fascia - fascie" (ma si trova anche come "fasce"), "ascia - ascie", come "scienza", "coscienza". Come mai? Forse perchè qui non è più "cie" ma è "scie" la sillaba.  Ma allora perchè troviamo anche "fatiscenza", "pascere", "nascere", perchè qui la "i" non c'è? Eccezioni di eccezioni. Oppure all'opposto troviamo "beneficenza" , dove a precedere c'è la vocale, eppure la "i" non si mette (mentre si dice "deficienza", anche se è strutturalmente simile). Così è un casino, comunque, perchè, se non c'è una regola precisa, o meglio, se ci sono troppe eccezioni, come si capisce (e non "capiscie") qual è la forma corretta? D'altra parte, la pronuncia (plurale: "pronunce") non cambia, sia se si mette la "i" sia se non, può darsi che questa regola andrà ad unificarsi, seguendo l'evoluzione della lingua parlata e dando predominio al suono, come spesso accade. Intanto il dubbio mi resta: si scrive "provincie" o "province"? 

domenica 5 settembre 2010

Ma...!

ma bello eh.

alla faccia del fiorellino di campo!! Vorrà imitare i girasoloni.
Ma che ci sarà qui, terra agli estrogeni?

martedì 17 agosto 2010

Dal web

Test: qual e’ il tuo animale guida?

Rispondi sinceramente alle seguenti domande e scopri qual è il tuo animale guida.

Assisti tuo malgrado a un litigio piuttosto acceso. Come ti comporti?

  1. Rimani in disparte, pronto a difenderti nel caso tu venissi coinvolto
  2. Intervieni con delicatezza, invitando alla calma e al rispetto
  3. Intervieni prontamente e con fare minaccioso, schierandoti dalla parte di chi credi abbia ragione
  4. Ti precipiti a chiamare aiuto
  5. Ti consideri superiore, perciò ti limiti ad osservare la scena da lontano e con distacco

Quale aggettivo ti si addice meglio?

  1. Amichevole
  2. Rispettoso
  3. Forte
  4. Sensibile
  5. Sognatore

Che tipo di musica ti piace ascoltare?

  1. Classica
  2. Pop
  3. Rock
  4. Italiana
  5. New age

Che dote dovrebbe avere il tuo partner ideale?

  1. Fede e fiducia
  2. Adattabilità
  3. Eleganza
  4. Chiaroveggenza
  5. Coraggio

Cosa pensi della vita?

  1. La vita è meravigliosa e ogni giorno ci fa scoprire qualcosa di nuovo
  2. La vita è generosa e ci da tutto ciò di cui abbiamo bisogno
  3. La vita è una corsa verso i propri obiettivi
  4. La vita è una prova da affrontare con coraggio
  5. La vita è un disegno, in cui tutto ciò che accade ha un senso

Cosa apprezzi maggiormente nelle persone?

  1. L’apertura mentale e la capacità di stupirsi come bambini
  2. La benevolenza e la riconoscenza
  3. Il potere
  4. La sensibilità
  5. La forza d’animo

Che lavoro ti piacerebbe fare?

  1. L’animatore turistico
  2. Il diplomatico
  3. L’atleta professionista
  4. Il mago
  5. Il dirigente di una grande azienda

Risultati
Maggioranza di 1: IL RICCIO
Il riccio è un animale tranquillo e pacifico, che non attacca mai ma sa difendersi. Le sue qualità sono la fede e la fiducia, che gli permettono di raggiungere qualsiasi obiettivo. Il riccio insegna ad essere aperti, ad abbandonare ogni tanto il mondo troppo rigido e serio degli adulti, ad aprire il proprio cuore e quello degli altri per condividere la gioia e l’amore.
Maggioranza di 2: IL BISONTE
Nella cultura indiana, il bisonte è considerato sacro e rappresenta l’abbondanza e il benessere. Questo animale ci insegna il valore e il rispetto per le cose, le persone, la vita, la riconoscenza per quello che già abbiamo, la generosità nei confronti degli altri e la piena fiducia nel soddisfacimento di tutti i nostri bisogni.
Maggioranza di 3: IL PUMA
Il puma è un animale dal corpo sinuoso e dai movimenti eleganti, che incarna l’ideale di forza, fisica e mentale, e guida gli uomini che hanno ruoli di comando. Il puma insegna infatti la saggezza, l’equilibrio, la verità e il distacco, indispensabili nella corretta gestione del potere.
Maggioranza di 4: IL CORVO
Il corvo è considerato dagli indiani il messaggero della magia. Abita la nera oscurità del vuoto, dove percorre distanze spaziali e temporali per trasportare messaggi ed energie. Il corvo aiuta a modificare il proprio stato di coscienza e trovare la sensibilità e il coraggio necessari nella vita.
Maggioranza di 5: L’AQUILA
L’aquila vola alta nel cielo, sopra ad ogni altro essere vivente, e può così avere una diversa e più complessiva visione del mondo. Essa rappresenta così la forza divina e insegna a vincere le proprie paure per spingere il proprio sguardo oltre il visibile.

Fatelo, se vi va. A me è uscito il riccio e mi piace tantissimo.

martedì 10 agosto 2010

La notte delle stelle cadenti



Mi hanno sempre incuriosito e mi sono sempre piaciute. E ho sempre anche creduto che i desideri espressi si avverano (sempre se fai a tempo a farli mentre le stelle cadono). Scherzi a parte, è interessante quello che succede nei cieli in questo periodo, tra realtà e leggenda, e a tale proposito ho trovato questo sito


in cui c'è un po' di tutto su questo straordinario fenomeno naturale.
Buoni desideri a tutti.

lunedì 9 agosto 2010

I girasoli Watussi

Quello più basso è alto 2 metri. E lo è per davvero!



domenica 11 luglio 2010

E la scalata continua!


Il ramo scalatore ha persino abbracciato la bandiera, da bravo patriota.


E il bello è che anche i rami novelli convergono tutti verso la bandierina!!




venerdì 9 luglio 2010

Non c'è più il senso delle cose.

Dito medio addio

La Cassazione: "Mostrarlo per insultare una persona è un vero e proprio reato"


E se te lo devi ingessare?


mercoledì 5 maggio 2010

Sfatiamo i detti!!

questi due sono proprio come cane e gatto! :D

http://c.universalscraps.com/files/en/dogs/dog_032.jpg

eh sì sì :D
E un altro detto è sfatato :DDD

martedì 20 aprile 2010

Trovataaaaaaaaa

La lampada da appendere nel gazebo qui fuori!! Trovata su internet, va a pile, ed è bellissima. Almeno st'estate potremo cenare sotto al gazebo!












Oddio, non è che faccia una luce supersonica. Però fa il suo dovere. E poi, come dice Paolo, sembra un UFO :P