lunedì 28 gennaio 2013

Morale della favola - Il topo di città e il topo di campagna

uuuuuuuh bella! Questa era su I Quindici, l'enciclopedia che avevano tutti i bambini quando ero bambina io :D Una favola molto "agreste", naturalista, molto carina.

Il topo di citta' e il topo di campagna

di Esopo



Libro delle favoleUn giorno il topo di citta' ando' a trovare il cugino di campagna. Questo cugino era di modi semplici e rozzi, ma amava molto l'amico di citta' e gli diede un cordiale benvenuto. Lardo e fagioli, pane e formaggio erano tutto cio' che poteva offrirgli, ma li offri' volentieri. Il topo di citta' torse il lungo naso e disse:
"Non riesco a capire, caro cugino, come tu possa tirare innanzi con un cibo cosi' misero ma certo, in campagna non ci si puo' aspettare di meglio. Vieni con me, ed io ti faro' vedere come si vive. Quando avrai trascorso una settimana in citta', ti meraviglierai di aver potuto sopportare la vita in campagna!".

Detto fatto, i due topi si misero in cammino e arrivarono all'abitazione del topo di citta' a notte tarda.
"Desideri un rinfresco, dopo un viaggio cosi' lungo?", domando' con cortesia il topo di citta'; e condusse l'amico nella grande sala da pranzo. Qui trovarono i resti di un ricco banchetto e si misero subito a divorare dolci, marmellata e tutto quello che c'era di buono.

Ad un tratto udirono dei latrati. 

"Che cos'e' questo?", chiese il topo di campagna.
"Oh, sono soltanto i cani di casa", rispose l'altro.
"Soltanto!", esclamo' il topo di campagna. "Non amo questa musica, durante i pasti." 
In quell'istante si spalanco' la porta ed entrarono due enormi mastin: i due topi ebbero appena il tempo di saltar giu' e di correre fuori.

"Addio, cugino", il topo di campagna.
"Come! Te ne vai cosi' presto?", chiese l'altro.
"Si", replico' il topo di campagna: "Meglio lardo e fagioli in pace che dolci e marmellata nell'angoscia."
[Esopo]

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